Domani, alle ore 21, la Roma ospiterà allo stadio Olimpico lo Slovan Bratislava. Terzo appuntamento stagionale in Champions League per i giallorossi che hanno raccolto un punto dopo le prime due uscite. Oggi, direttamente dal centro sportivo Fulvio Bernardini, insieme a Gian Piero Gasperini è intervenuto in conferenza stampa anche Lorenzo Pellegrini. Ecco, di seguito, le parole del numero 7 della Roma.
Sono stati sei mesi lunghi. Cosa ha portato la scelta di firmare un rinnovo di un anno
"Sto molto bene, sono tranquillo mentalmemente. Si lavora fisicamente, ovviamente il fatto di non essere in campo per così tanto tempo richiedeva un reintegro dando il giusto tempo. Posso ancora alzare il livello fisico, inizialmente è stato più difficile. Stiamo continuando a lavorare, sono contento e tranquillo, questo è un gruppo eccezionale dove durante la settimana si va forte e la domenica ancora di più. Il contratto di un anno è stata una scelta della società che io ho accettato"
Che Roma hai ritrovato? E come si gestisce la pressione di vincere?
"Quella c'è sempre, in tutte le partite si entra per vincere. Una pressione bella a cui siamo abituati e che c'è tutte le domeniche. Per il resto ho ritrovato il gruppo che è sempre stato, unito, che va forte, in cui stiamo tutti quanti bene insieme. C'è voglia di migliorarsi globalmente"
Come hai vissuto l'estate? Per un mese e mezzo un giocatore a parametro zero
"In maniera serena, perché comunque c'era da pensare a stare bene il prima possibile. C'era il fatto di dover tornare ad allenarsi. Il pensiero era rivolto allo stare bene. Devo dire che è stata serena perché siamo sempre rimasti in contatto con il mister e lo staff per proseguire insieme. Se mi ha chiamato qualcuno? Sì ma in quel momento per me era prioritario stare bene e poi come ho detto e dimostrato, la mia priorità era restare qui per quello che avevamo costruito l'anno scorso. Ci siamo riusciti e sono molto contento"
Quanto è stato decisivo il ruolo del mister? Ha risentito la società per capire se ci sono i margini per continuare?
"Il mister è stato fondamentale perché abbiamo iniziato l'anno scorso in una situazione in cui sembrava quasi normale separarsi, anche se non sarebbe stata mai normale, era come se fosse arrivato il tempo giusto. La prima volta che ho parlato con il mister ci siamo trovati subito su quello che poteva essere il percorso che avrei fatto con lui, nonostante avessi solo un anno di contratto. Da parte mia c'è sempre stata la massima disponibilità per venire qui ogni giorno e fare il bene della squadra che è quello che ho sempre cercato di fare. Per quanto riguarda la questione contrattuale non abbiamo parlato di cose nel dettaglio. Era un momento in cui non stavo bene, la società, il mister, i compagni, ho sentito tutti e hanno dimostrato che volevano che io restassi qui. Per me la cosa più importante è continuare a lavorare ed essere il prima possibile al 100% per aiutare il mister e la Roma".
Hai la sensazione di poter raccogliere risultati importanti?
"La voglia che ci portiamo dietro è quella di continuare a fare quello che stiamo facendo, andando forte la domenica perché è la cosa più importante. Quello che vogliamo è cercare di stare in alto, l'anno scorso ci siamo riusciti. Quest'anno, con un anno già fatto insieme al mister, è stato più semplice inizialmente amalgamarsi ancora di più. Quello che vogliamo fare è partita dopo partita scendere in campo per vincere sempre, andando forte e continuare a migliorarci come gruppo. Questo è un gruppo forte, sereno e unito"
Che tipo di atmosfera si respira in questo momento nello spogliatoio? Ti senti più a tuo agio come trequartista o nella mediana?
"L'ambiente è sereno, tranquillo, si fanno gli allenamenti e si spinge forte per arrivare alle partite preparati fisicamente e mentalmente. Sul ruolo, prima di tutto gioco dove mi chiede il mister di giocare. Poi ognuno ha le proprie caratteristiche. Io non sarò mai un esterno tutta fascia che si allunga la palla, corre e la riprende. Non è la mia più grande qualità, la mia qualità è giocare con la palla tra i piedi. Che sia in mediana o sulla trequarti, la cosa importante è riuscire a trovare lo spazio e il tempo giusto per ricevere il pallone"