LAROMA24.IT – La distanza tra percepito e realtà fa parte del calcio, con la tentazione di abbandonarsi a luoghi comuni o locuzioni concettuali che, a giro, vengono tirate fuori secondo l’occorrenza. Una delle principali risale nella valutazione dello sforzo fisico delle squadre. Il turno infrasettimanale di campionato, in questo, ha contribuito ad alimentare una cantilena: la
Roma, come altre squadre impegnate nelle coppe europee, è stanca. Perché vince all’ultimo col
Cagliari, dopo aver rimontato e poi essersi fatta pareggiare, perché lo fa ricorrendo all’apporto decisivo dei subentranti e, a mescolare il tutto, gli infortuni sparsi delle ultime settimane sembravano corroborare la tesi. Poi si guardano i dati e, di colpo, la situazione cambia, anzi si ribalta:
Roma-Cagliari è stata la prestazione in cui i giallorossi hanno collezionato dati fisici tra i più alti dell’intera stagione. Non bene, i migliori. Attenzione: correre è importante ma, svicolato da concetti calcistici, rimane un concetto vuoto. Però aiuta a tenere a freno la tentazione di sintetizzare l’analisi con uno dei luoghi comuni intramontabili. Martedì scorso la Roma è uscita dal campo dopo aver percorso 120,42 chilometri, un dato decisamente superiore alla media stagionale, dove i picchi più alti erano stati nei 117 e spicci accumulati contro Napoli, Inter e Atalanta. Soltanto a Torino, alla 4a giornata, la Roma aveva, seppur di poco, superato il dato quantitativo di martedì arrivando a 120,85, in sostanza 400 metri in più complessivi. Rispetto alla trasferta di metà settembre, però, quei 120 chilometri martedì sono stati percorsi a velocità decisamente superiori. Nello specifico:
24,49 chilometri con velocità superiori a 9 km/h e 3,06 chilometri in sprint, equiparabile a velocità superiori ai 25 km/h. A Torino, con lo stesso o giù di lì numero di chilometri complessivi, erano stati percorsi però ad alte velocità “solo” 2,25 chilometri e, in “run” (oltre i 9 km/h), altri 23,42 chilometri. In sostanza, quindi, se martedì la Roma ha avuto un volume di corsa praticamente uguale al suo miglior dato stagionale, l’ha fatto per di più a velocità ben più sostenute. In Champions? Si “corre” di meno, almeno quantitativamente, per ora. 114,5 km percorsi contro il Real Madrid, 113,5 contro lo Slovan e 112,8 col
Fenerbahce, il dato più basso della stagione romanista, esclusi i 109 chilometri contro il Como, dove la Roma ha giocato con un uomo in meno per lunghi tratti. Il dato, di per sé, non basta a sentenziare “la Roma è in ottima condizione fisica”, anche perché, come disse un allenatore particolarmente rinomato e ora in anno sabbatico, “soltanto in Italia sapete cosa sia la ‘condizione fisica’”.