LR24 (A. CIARDI) - C'è confusione nel valutare la rosa della Roma. Per paradosso era più lunga lo scorso anno, ma molto meno funzionale e di prestazione per i piani di Gasperini. Oggi ci sono meno calciatori ma tutti utili e utilizzabili. Ieri c'era un esercito di elementi non inadeguati o perennemente infortunati. Oggi la Roma ha 6 difensori centrali, 4 centrocampisti centrali, 4 laterali, 4 esterni-trequartisti e 2 centravanti.
Aggiungendo i 2 portieri, sono 22 calciatori, tutti bene inseriti nel progetto tecnico. In difesa, il meno utilizzato è Koulierakis, a ruota segue Ghilardi. Il greco e l'ex veronese, che ieri è risultato decisivo nel momento più delicato, non sono ai margini, fanno panchina ai quattro pilastri di terza linea, Mancini, Ndicka, Hermoso e Balerdi. Sulle fasce c'è Lulli, titolare aggiunto, ma Rensch, in teoria l'ultimo in ordine gerarchico, ha piena fiducia da parte dell'allenatore. In mezzo, garantì Gasperini dicendo che gliene bastavano quattro. Chiaro che se due sono out si va in apnea, ma c'è da fidarsi. Anche ai tempi dell'Atalanta la corsia centrale di mediana era il reparto meno nutrito.
E se Malen e Castro danno ampie garanzie di sicurezza, alle spalle del centravanti manca almeno un elemento. Sono 4, ma Dybala è a mezzo servizio e Pellegrini quasi mai in servizio. Perché la Roma ha bucato l'obiettivo finale all'ultima curva estiva, dopo avere inseguito invano almeno una dozzina di esterni offensivi. Eppure in campo la squadra maschera bene. Soulé finalmente è uscito dal guscio. Mora continua a crescere, e diventa accanimento puntare il dito contro chi in modo anche sguaiato ha passato il mese di agosto a dileggiare il talentuoso ragazzo. Nel 2025-26 i difensori centrali erano 5.
C'era Ziolkowski, che ha lasciato il posto a Koulierakis. E non c'era Balerdi, l'uomo in più del presente. Si adattavano Celik e Rensch, in caso di emergenza, a giocare in mezzo. Il posto del turco sulla fascia è stato preso da Molina, mentre Lulli è cresciuto in casa. La la Roma un anno fa sulla sinistra aveva Angelino e Tsimikas, che in due, per cause diverse, non ne facevano uno. 5 laterali un anno fa, uno in meno adesso, ma si viaggia molto meglio sulle fasce. In mezzo al campo l'investimento corposo fu fatto per El Aynaoui, che in un anno ha reso meno di De Roon che sta a Roma da due mesi. Quattro erano ieri, quattro sono oggi.
La Roma in attacco era più ricca nella passata stagione, ma molto meno ricca di talento e utilità. Davanti c'erano Dovbyk e Ferguson, a cui furono aggiunti l'ufo Vaz, per spinta veemente di Massara, e Malen, la svolta totale voluta da Gasperini e supportata dalla proprietà (l'ex ds aveva chiuso per Fullkrug, una bestemmia calcistica). Quattro centravanti ieri, di cui tre inutili e spesso inutilizzabili per infortunio, due oggi. Fra trequarti e fasce, se oggi la Roma è molto corta e raccolta in preghiera affinché non aumentino gli infortuni, l'anno scorso le preghiere venivano sostituite dalle imprecazioni. Perché ai problemi già in auge all'epoca di Pellegrini e Dybala, si aggiungevano i guai fisici di Soulé, e i guai derivanti dagli ingaggi di gente come Bailey, Venturino e Zaragoza. Peggio che andar di notte. In più c'era El Shaarawy, al canto del cigno. Insomma, oggi sono quattro di cui due spesso out, ieri erano sette. In teoria. In pratica, forse due. A fasi alterne. Perché non conta la lunghezza, conta la prestazione.