IL TEMPO - (G.TURCHETTI)
Giovani, forti e pimpanti. Il diktat lanciato da
Gasperini lo scorso anno, poche settimane dopo il suo insediamento a Trigoria, torna prepotentemente di attualità.
Il successo con il Cagliari è il trionfo di una Roma che si appoggia sempre di più su ragazzi under 23. Chissà cosa avrà provato
Bruno Conti quando ha visto entrare in porta la conclusione di
Pisilli su assist di
Lulli. Due ragazzi che ha voluto fortemente nel settore giovanile giallorosso e che, oggi,
fanno le fortune dei «grandi».Niccolò è quasi un veterano ormai, un punto fermo della squadra di Gasp, ma non ha perso la sua genuinità. Che lo spinge a dare sempre il massimo in allenamento per proseguire il proprio percorso di crescita. Da mediano o da trequartista, il classe 2004 non si risparmia mai in campo e, soprattutto, dimostra continuamente di avere una certa familiarità con il gol.
Emanuele sta vivendo il sogno di qualsiasi bambino. Martedì ha segnato la sua seconda rete consecutiva all'Olimpico in campionato — sotto la Curva Sud — esultando in modo spontaneo, quasi incredulo. Il modo migliore per festeggiare il rinnovo fino al 2031. Ormai è una risorsa preziosa per la Roma, al punto da lasciare spesso seduto in panchina un campione del mondo come Molina. Gasperini lo aveva messo nel mirino già lo scorso anno e in estate,complice anche il mancato rinnovo di Celik, ha bloccato la sua cessione all'Avellino. Tanta corsa, dribbling, propensione offensiva. Caratteristiche che il tecnico piemontese non può che apprezzare ed esaltare. E la presenza di Lulli in campo dall'inizio, finora, è stata sinonimo di tre punti.
Da un 2007 all'altro. Perché Roma-Cagliari è stata anche la serata di Rodrigo Mora. Un talento cristallino, accolto con un po' di scetticismo per la valutazione, che aveva bisogno di un gol importante — il primo davanti all'Olimpico — come testimoniato dalla sfrenata esultanza. L'allenatore giallorosso ha riconosciuto fin da subito le qualità del portoghese — «Quando tocca la palla succede sempre qualcosa di bello» — e sa che anche la fantasia dell'ex Porto potrà essere un fattore nel corso della stagione.
Tra i giovani di Gasp ci sono anche i due nuovi arrivati Koulierakis (2003), sempre più coinvolto nelle rotazioni, e Castro (2004), chiamato a non far rimpiangere Malen quando l'olandese è assente o ha bisogno di tirare il fiato. Così come il ventitreenne Ghilardi, forse l'esempio più lampante dell'impatto del lavoro di Gasperini su un giovane.Per non parlare di Soulé e Wesley, che hanno già raggiunto un livello importante, ma sono pur sempre due ragazzi nati nel 2003.
La linea verde non è più soltanto una prospettiva, ma una realtà concreta. Gasp si gode «'sti giovanotti de 'sta Roma bella».