Post Match: Roma a bassa voce

Post Match
di Francesca Altobelli
Napoli-roma
LR24 (MIRKO BUSSI) – Il meglio di Napoli-Roma, dal punto di vista romanista, è in fondo. È nel tabellone finale, nella reazione, ripetuta, alle difficoltà e nel saper restare a galla anche quando il vento della partita soffia contrario come sabato nel tardo pomeriggio. Mai, fin qui, la Roma era stata così tenera da affrontare. Magari aveva concesso porzioni di partita, inevitabilmente, al ritorno avversario come con Inter, in parte Atalanta e Real Madrid, ma a Napoli la squadra di Gasperini è sembrata depotenziata dall’inizio.
Già alla fine del primo tempo, infatti, due dati lanciano segnali allarmanti: 1,26 gli xG accumulati dal Napoli, mai così tanti concessi nella prima frazione, e, forse ancor di più, addirittura il 17,6 di PPDA, l’indice che misura l’aggressività della squadra e che, come ormai si è imparato, va letto “al contrario”. Tant’è che la Roma, in media, concede 10,9 passaggi prima di un’azione difensiva (4° dato della Serie A).
Già al 18’ risuona l’allarme: sul pallone perso da Malen in area di rigore, il Napoli riesce a scatenare una transizione senza dover schivare la rinomata riaggressione romanista. Il ritardo nella prima reazione, a catena, provoca distanze superiori nelle preventive e nei duelli più profondi, con l’effetto che De Bruyne può aggirare agilmente l’uscita di Cristante e rovesciare il campo in un 4v4 poi senza particolari conseguenze.
Arrivati al 40’, un altro chiaro esempio: pallone perso da Wesley nell’area del Napoli e nonostante il consueto assalto romanista nei pressi della zona calda, con 9 giocatori nell’ultimo terzo di campo, le corse sembrano più preoccupate dal ricomporsi in struttura difensiva che dal riaggredire prontamente. Il risultato è che De Bruyne, tramite McTominay e poi Rafa Marin e Badiashile, riuscirà a consolidare il possesso senza venir punto dalle spine dell’aggressione romanista.
Da qui si sviluppa un lungo possesso, di oltre 10 passaggi, che poi culminerà nel cross di Politano da destra per il colpo di testa, alto, di Hojlund. Ma serve a riassumere un problema più frequente di sabato: 27 i possessi di media durata, tra i 10 e i 20 secondi, concessi dalla Roma al Napoli. Per dare un’idea della differenza, basti pensare che contro il Como, nonostante un’inferiorità numerica di oltre 40 minuti, erano stati 14. 17,6, come scritto sopra, il PPDA della Roma del primo tempo: mai era stato così alto in stagione. Eppure, in mezzo a questo mare, la Roma è arrivata in porto sana e salva. E forse, questo, è il dato più incoraggiante.

APPENA ARRIVATO

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