Post Match – WonderLulli

Post Match
di Matteo Esposito
lulli-roma
LR24 (MIRKO BUSSI) – “Ieri si allenava anche sui colpi di testa, che non sono il suo pezzo migliore, però è stato straordinario”. Il mittente è Gasperini, il destinatario Lulli che martedì, contro il Genoa, ha scritto una nuova pagina della sua carriera. Una storia che racconta, ancora una volta, come al talento, molto spesso, serva uno svicolo favorevole per potersi manifestare. E da lì costruirsi, passo dopo passo. Come accaduto al 2007 che ad agosto, prima di fare 19 anni, finisce in campo per un’amichevole contro il Borussia Dortmund in un ruolo in cui la Roma, secondo il racconto di calciomercato, aveva pensato di investire una somma importante per Givario Read, appena un anno in più di Lulli. Una somma che poi girerà, in parte, su Molina, tutt’altro curriculum, e con pochi spicci pensava di completare il quadro con Oosterwolde, dopo l’addio inaspettato di Celik.
Come spesso accade, tra progetti e realtà, in particolare d’estate, le strade possono cambiare e a quel bivio si è fatto trovare Lulli, salendo su un treno e gettando i biglietti per Avellino, a cui sembrava destinato da inizio estate. Da lì, il resto si ricorda facilmente: debutto da titolare alla 1a contro la Fiorentina, altre 5 presenze dal 1’ in campionato, arricchite dal gol contro il Genoa e dall’ultimo col Cagliari, dove ha confezionato anche un assist.
Entrambi i gol quasi si sovrappongono per punti di contatto: all’estremità opposta della linea difensiva avversaria. Se contro il Genoa, però, Lulli “allungava” la porta correggendo così il tiro impreciso di Soulé, martedì chiudeva il cross del quinto opposto in uno dei classici ritornelli di Gasperini. A marcarlo c’era Obert, stando alle anagrafiche disponibili online sui calciatori con un range tra i 2 e i 4 centimetri di vantaggio in altezza, totalmente ribaltati dalla forza in elevazione dell’esterno di Palestrina.
L’attenzione di Gasperini, d’altronde, si è posata su Lulli proprio per quelle doti atletiche che lo faranno definire “una forza della natura, con dati di velocità anche superiori a Wesley”, come raccontò l’allenatore ad inizio stagione. Caratteristiche che lo incastrano perfettamente nei giochi in catena a cui partecipa tipicamente il quinto della Roma: al 17’ di Roma-Cagliari, infatti, va in scena uno sviluppo in cui Soulé, rientrando dall’ampiezza di destra, serve Mancini posizionato da vertice offensivo per poi aprire il canale in profondità per Lulli. Ne verrà fuori un cross colpito fuori da Castro. La stessa, identica, combinazione risulterà vincente 4 minuti più tardi: ancora Lulli ad attaccare la linea di fondo dopo aver ricevuto da Mancini, nella stessa posizione avanzata, e stavolta il pallone recapitato a Pisilli è utile per girare il punteggio dopo l’iniziale vantaggio del Cagliari.
Il potenziale di Lulli, però, non si esaurisce nei valori fisici, con quella capacità di ripetere accelerazioni importanti nel tempo che è caratteristica sempre più richiesta nel calcio di oggi. Sa infatti anche sfilarsi dalla corsia esterna per venire dentro e rifinire da zone più centrali del campo, un esempio chiaro arriva al 50’ di Roma-Cagliari quando utilizza la tipica sovrapposizione del terzo, sempre Mancini, per guadagnarsi l’interno col destro e poi, di sinistro, tracciare l’idea di profondità suggerita dal movimento di Castro. Passaggio che risulterà leggermente fuori misura ma i 2 passaggi chiave totalizzati martedì (solo Mora è arrivato a 3) ne sottolineano la forma da “chance creator”. 3, fin qui, le “big chances” generate, un dato in cui soltanto 3 romanisti in rosa lo superano. Un altro aspetto che lo rende ancora più imprevedibile e fonte di pericolo è quell’accelerazione notevole che sa declinare in sterzate efficaci come dribbling. Spesso lo si è visto riesumare dal fondo del campo con cambi di ritmo improvvisi oppure martedì, al 60’, prima sgomma da destra verso il centro, poi affonda e di nuovo sterza entrando in area di rigore prima di concludere. Tutto in completa autonomia.
Difensivamente, il sistema di Gasperini pare esaltarlo, riducendone le letture più complesse o riferimenti di linea su cui poteva avere necessità di maggior apprendistato. Così, invece, può esaltare i suoi istinti più naturali sul portare pressioni o riaggressioni, come richiede principalmente l’organismo della Roma. La generosità e l’ampia motorizzazione, gli garantisce poi quella disponibilità di corse all’indietro utili per emergenza. Se sa come interrompere il gioco anche per anticipazione, come dimostrano i 7 intercetti di martedì, dato più alto della serata, le più evidenti aree di miglioramento appaiono nei primi due terzi di campo, dove la distribuzione del pallone può essere più consapevole, pulita ed efficace. Sono stati 16, infatti, i palloni persi contro il Cagliari, il dato più alto della serata. L’esempio più lampante è nella sequenza sopra: prima un intercetto importante sulla costruzione del Cagliari, poi un controllo e un’errata percezione della situazione, lo porta a ritrovarsi stritolato tra 3 avversari aprendo la strada ad una pericolosa transizione avversaria. Ma anche i colpi di testa, a sentire Gasperini, non erano il suo punto di forza. Eppure martedì…

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