Francesco
Totti torna a incontrare i tifosi in occasione della presentazione del suo nuovo libro, Oltre, scritto con Alessandro Alciato. L'appuntamento è iniziato alle 21 al Teatro Brancaccio di Roma. L'evento ha registrato il tutto esaurito, con circa 1.600 persone attese per ascoltare il racconto dell'ex capitano giallorosso.
Nel volume, Totti racconta aspetti della propria vita personale e il percorso affrontato dopo l'addio al calcio giocato nel 2017. Un racconto che va oltre la carriera sportiva e ripercorre esperienze, difficoltà e cambiamenti vissuti negli anni successivi al ritiro.
"In questi 50 anni ho dato e ho ricevuto tanto amore, soprattutto dalla famiglia, dai figli e dal popolo. C'è stato un dare e avere semplice, bello, trasparente. Per me è questa la cosa più importante." ha raccontato Totti durante la presentazione. "Facevo un lavoro che ho sempre voluto, una mia passione e un mio divertimento. Ho cercato sempre di dare e trasmettere quello che io provavo quando giocavo a calcio. Questo per me è stato un amore vero, non è semplice trasformare quello che pensi. In quei momenti ero sicuro di me stesso e spero che sia entrato dentro alle persone l'amore che avevo dentro".
L'ex numero 10 è poi tornato sull'addio al calcio, definendolo un momento doloroso e diverso da come lo aveva immaginato: "Sono morto, sotto un certo punto di vista. È stato un momento forzato, un addio forzato. Che non volevo e non sentivo. Sapevo che prima o poi ci dovesse essere, perché tutto ha un inizio e una fine. Ma per me è stato doloroso in questo caso, diverso da come l'avevo pensato io. Alla fine penso che sia la normalità di un lavoro come il calcio, dove quando servi servi e quando non servi non servi più. È un modo di pensare sbagliato, ma purtroppo è la verità".
Totti ha raccontato anche le difficoltà affrontate dopo aver appeso gli scarpini al chiodo e la paura di dover ricominciare una vita lontana dal campo: "Mi mancano quelle 2-3 cose che ero abituato a fare quotidianamente. A noi se ci togli la terra sotto i piedi incominciamo a traballare. Siccome non è stata una mia volontà, ma è stato tutto di corsa e all'improvviso, visto che alla fine sono stato l'ultimo a sapere di questa cosa, ho accettato a malincuore. Ho accettato la decisione di quella dirigenza e, come ho detto, 'ho paura'. Non sapevo cosa avrei trovato voltando pagina, cosa volevo".
L'ex capitano giallorosso ha poi aggiunto: "Sono uno molto sensibile, abbastanza spesso mi chiudo in me stesso e non esterno. Un pregio, un difetto, non lo so. Allo stesso tempo, ho ripercorso tutti i 25 anni ripensando alle cose belle e brutte, se avevo sbagliato con alcune persone ultimamente. Non riuscivo a capacitarmi di cosa stesse succedendo, mi sono sentito perso. 'Morto' è una parola pesante, ma quando finisce un percorso di 25 anni e una storia così importante con un'unica maglia… ho detto 'ho paura'".
Nel corso dell'evento, Totti ha dedicato anche un pensiero a Sinisa Mihajlovic, con la moglie dell'ex calciatore e allenatore presente in sala. "Mando un bacio a Sinisa, so che ci sta guardando da lassù. Per me è stato fondamentale, è arrivato al momento giusto. Ero molto giovane, lui venne qui a Roma e, come scrivo sul libro, ero il suo 'tassinaro'. Lo portavo in giro da tutte le parti, anche se io non è che conoscessi tantissimo Roma. Mi diceva una via e gli dicevo: 'Ma dove sta?'".
Totti ha ricordato il rapporto personale nato con Mihajlovic, andato oltre il campo: "Abbiamo instaurato un rapporto che andava oltre il campo. È una persona fantastica, era disponibile con tutti e socievole. Sempre sorridente, non ti faceva pensare mai niente. Se perdevamo, cercava di ribaltare la situazione. Aveva un carattere forte, ma allo stesso tempo buono. Era una persona forte, solare, bella. Chiunque conosceva Sinisa sa che era un ragazzo d'oro. Sono onorato di avere un amico nel calcio, per me oggi lui è ancora qui. Una persona così non può andare via, deve rimanere qui con noi".
Nel corso della presentazione,
Totti ha ricevuto anche il saluto in collegamento di
Gian Piero Gasperini. L'allenatore della
Roma ha commentato l'atmosfera vissuta all'Olimpico nella recente partita:
"L'altra sera lo spettacolo più bello è stato lo stadio. È già stata una bella partita, però vedere così tanto entusiasmo in questa città e partecipare a una partita così importante è stato qualcosa di emozionante".Gasperini ha spiegato di voler partecipare alla serata dedicata all'ex capitano giallorosso: "Mi dispiace non poter partecipare direttamente, però volevo partecipare". Poi il riferimento alla cena del 2 marzo 2026, raccontata da Totti nel libro, durante la quale l'allenatore gli avrebbe detto di stare tranquillo in un momento delicato per la squadra: "Tranquillo, andiamo in Champions", ha ricordato Totti, sottolineando come Gasperini fosse tra i pochi a crederci davvero. Il tecnico ha chiuso con un saluto e un appuntamento: "La cena la rifacciamo." e "Ci vediamo domani sera", in vista della prossima partita della Roma. "Se trovo i biglietti vengo", ha scherzato Totti.