La Roma torna a giocare in
Champions League davanti ai propri tifosi. Domani sera, alle ore 21, allo Stadio Olimpico arriva il Real Madrid dell'ex
José Mourinho. I giallorossi sono attesi da una sfida stellare contro i Blancos per la seconda giornata della fase campionato. Gian Piero
Gasperini è intervenuto in conferenza stampa direttamente dal centro sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria. Ecco le parole del tecnico giallorosso.
Arriva una delle squadre più ricche di campioni al mondo che in questo momento non ha ancora un'identità. Può essere un buon momento per affrontare il Real Madrid?
"Non lo so, lo vedremo domani. Per noi è un buon momento. Indubbiamente abbiamo voglia di misurarci con una squadra che è tra le migliori d'Europa, che ha grandissimi giocatori, anche se magari ha bisogno di un po' di rodaggio perché ha cambiato allenatore e modo di giocare. Rimane comunque una squadra che ha battuto l'Inter in Champions. Resta una gara di grande prestigio, che vale anche per la classifica”.
Cosa deve fare la Roma per avvicinarsi
"“È un po' difficile avere come metro di paragone il Real Madrid, per quello che rappresenta nel mondo: è la società più titolata, quella che ha più tifosi sul pianeta. Non è questo, quindi, il metro di paragone che dobbiamo prendere, ma quello che succede sul campo, sì. Dobbiamo misurarci con loro per quella che sarà la partita. Ultimamente abbiamo giocato con Inter e Como, che sono tra le migliori squadre in Italia, e adesso affrontiamo una delle squadre più forti d'Europa. Il nostro obiettivo è quello di misurarci con loro e capire quanto possiamo essere competitivi”.
Che tipo di riconoscimento si aspetta per Mourinho?
"È giusto che sia così, perché nei confronti di Mourinho c'è stato sicuramente un amore importante da parte dei tifosi e quindi merita tutto il riconoscimento che gli tributerà la gente. Sono cose che ognuno sente e che non si possono fermare. Sono anche convinto che, quando inizierà la partita, si lasceranno da parte tutti i sentimenti e la gente di Roma tiferà esclusivamente per la propria squadra”.
Ha affrontato diverse volte Mourinho in passato. Cos'ha di più questa Roma.rispetto a quella del portoghese? E cosa in meno?
“Sono squadre diverse, ogni squadra ha le sue caratteristiche. Quella era una Roma in cui, all'inizio, c'era una nuova proprietà, con grandissima partecipazione, grandissimo entusiasmo e anche con un grande dispendio di risorse. Questa, però, è una squadra che sta crescendo ed è anche molto tosta, direi quasi molto convinta. C'è un ambiente fantastico all'interno del nostro gruppo ed è comunque una squadra che è stata capace di andare in Champions. Questo qualche volta viene dimenticato, si pensa magari che un trofeo sia più importante. Invece è più importante la Champions, perché dà al club risorse importanti per poter pensare di fare sempre di più e migliorarsi”.
Chiederà Endrick a Mourinho a fine partita?
"Non credo. Il mercato di gennaio ora non ci interessa. Abbiamo intrapreso un percorso di partite. Domani è un evento che manca da tanto tempo qui"
Contro squadre del genere l'atteggiamento difensivo deve essere sempre lo stesso?
“È chiaro che quando sei in dieci o in inferiorità numerica è un altro tipo di partita. Credo che il nostro atteggiamento ci abbia portato a giocare questo tipo di partite, ad arrivare terzi l'anno scorso e a conquistare finalmente la Champions. Credo che abbiamo delle caratteristiche che non vogliamo snaturare. È chiaro che conosciamo il valore del Real Madrid, ma non è la prima squadra di alto livello che incontriamo, ne abbiamo affrontate sicuramente altre. Sappiamo che il Real è una squadra che, proprio quando pensi di poterla mettere in difficoltà, magari ti fa gol. Le basta anche molto poco per creare situazioni pericolose. Questo, però, fa parte delle grandi squadre, che hanno grandi giocatori. Servirà un'attenzione in più, ma non credo che la Roma debba snaturare le proprie caratteristiche”.
In Europa lei è piombato come un alieno, portando delle novità in un contesto in cui si conosceva più o meno tutto. Pensa di poter ripartire, per esempio, dal quarto di finale col PSG? Può fare più di quell'Atalanta in Champions?
“Indubbiamente è il mio obiettivo, la mia speranza. Chiaramente ci vogliono tante componenti e noi siamo partiti l'anno scorso. È chiaro che l'Atalanta partiva da una posizione più bassa rispetto a quella in cui ho trovato la Roma e ha scalato molte posizioni. Non ha vinto la Champions, ma ha vinto l'Europa League. Negli ultimi sette anni ha disputato cinque Champions e, quando non l'ha giocata, è riuscita a vincere l'Europa League, che è una competizione molto complicata e difficile. Ma questo è un discorso che riguarda un po' tutte le squadre italiane. Mi sembra che siano passati tantissimi anni dall'ultima Champions vinta dall'Inter, nel 2010, e prima che l'Atalanta vincesse l'Europa League credo che un'italiana non conquistasse quella competizione dagli anni '90. Questo è il motivo per cui, in questo momento, non possiamo lanciare proclami: il nostro calcio non si può permettere di annunciare di voler vincere la Champions o le altre coppe europee. Abbiamo bisogno che ognuno faccia crescere per bene il proprio orticello. È quello che stiamo cercando di fare con la Roma, poi il percorso è ancora lungo”.
Se potesse prendere una sola cosa da Mourinho, quale sarebbe?
“È chiaro che dipende. C'era un'Inter di Mourinho molto forte, per cui era più difficile vincere. Poi l'ho incontrato altre volte quando era alla Roma, ma l'Atalanta era sicuramente cresciuta e magari aveva sostituito la Roma nella partecipazione alla Champions. I risultati sono un po' frutto di questo. Per quanto riguarda José, parlano i suoi risultati e quello che ha fatto nella sua carriera: è uno degli allenatori più vincenti in assoluto. Se dovessi prendere qualcosa da lui, sceglierei la capacità e l'empatia che ha nel riuscire a farsi comprare giocatori straordinari, facendo spendere cifre notevoli ai propri club. In questo è fantastico”.
Dopo una partita dispendiosa come quella di Como, quali sono le condizioni generali della squadra? E come stanno Koulierakis e Cristante?
“Koulierakis è rientrato ieri in gruppo e ha svolto un allenamento con quelli che non hanno giocato a Como. Per Cristante ci vuole ancora un po' di tempo. Ieri abbiamo fatto un buon allenamento con chi non ha giocato a Como, mentre tutti gli altri che hanno partecipato alla partita svolgeranno il primo allenamento adesso, dopo la conferenza. Devo dire, però, che non ci sono acciacchi o difficoltà particolari. Bisogna soltanto valutare un po' il recupero, perché è chiaro che la partita di Como è stata dispendiosa, anche perché abbiamo giocato quasi metà gara in dieci. In questo momento, però, abbiamo un buon morale per affrontare questo tipo di partite”.
Che tipo di avversario si aspetta?
“Sì, come ho detto prima, forse ha bisogno di qualche partita in più di rodaggio. Ha cambiato un po' il sistema di gioco e anche allenatore, però è una squadra che ha grandissime risorse e credo che nel tempo potrà soltanto crescere anche sotto questo aspetto. Rimane una squadra pericolosissima, in grado di vincere qualunque partita già in questo momento. Poi, magari, sul piano puramente estetico del gioco ha sicuramente dei margini di miglioramento e credo che nel tempo potrà farlo”.
Dove colloca il Real Madrid tra le grandi squadre europee?
“Credo che bisognerà vedere questa Champions. Sarà questa competizione a dirci dove si collocherà il Real Madrid, perché quando in avanti hai Mbappé, Vinicius, Diomande e poi tutti gli altri, almeno sette-otto, Bellingham e così via, senza stare a elencarli tutti, hai dei giocatori straordinari, in grado, come ho detto prima, di risolvere la partita. Però magari pecca un po' sul piano della compattezza di squadra e in questo momento è una squadra che deve ancora formarsi. La Champions gli sarà utile, anche perché è casa sua, per misurarsi con avversari che in questo momento sembrano più squadre rispetto al Real Madrid, ma che sicuramente non hanno tutto il suo talento. Sarà la Champions a dirci dove si collocherà il Real Madrid quest'anno”.
GASPERINI A SKY
In una partita dell'Atalanta contro il Real Madrid avete giocato in 10. Anche contro il Como in 10 avete giocato alla pari
"Tra l'altro in porta c'era Gollini. Speriamo di giocare in 11. Sono due gare in cui abbiamo dovuto difenderci. Domani speriamo di poter fare un altro tipo di gara anche se incontriamo la squadra più blasonata, quindi l'attesa è importante"
Che idea si è fatto del Real Madrid
"Sta facendo risultati ma in Spagna non è apprezzata sul piano del gioco. Ha tanti giocatori fortissimi, non è facile farli giocare tutti insieme e a volte perdono compattezza. Hanno dei giocatori incredibili che possono cambiare le partite in qualunque momento"
Cosa invidia a Mourinho?
"La più importante è farsi comprare Diomande a quelle cifre (ride,ndr). Bravo, grande José (ride, ndr). No, bravissimo per tutta la sua carriera per i risultati che ha fatto ovunque, però quella è una bella capacità"
Avete un calcio diverso. Vi accomuna però la capacità di aver conquistato l'affetto della città
"Questo è un bel traguardo, forse il più importante in questo momento. Aver la credibilità e la fiducia dei tifosi. Sarà giusto il riconoscimento che faranno a José per quello che ha fatto qua. Ma quando inizierà la partita ci sarà solo Roma-Real Madrid"
Mbappé 14 gol, Malen 20 nell'anno solare. Se lo aspettava?
"Direi che i numeri di Malen non erano aspettati ma sono validi e meritati. Può continuare su questa striscia, anche domenica ha dimostrato di essere l'attaccante importante che cercavamo"
A fine partita domani sera abbraccerà Endrick?
"Spero di abbracciare i miei ragazzi. Anzi, ci abbracceremo lo stesso perché regaliamo una partita che manca da tempo a Roma. Speriamo di abbracciarci felici a fine gara".